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La riassunzione da parte di una pubblica autorità di uno Stato del personale dipendente di un’altra pubblica autorità costituisce un «trasferimento di impresa», ai sensi della normativa dell’Unione relativa al mantenimento dei diritti dei lavoratori.  La nozione di «impresa», ricorda la Corte di Giustizia, ai sensi dell’art. 1, n. 1, della direttiva 77/187, comprende qualsiasi entità economica organizzata stabilmente, a prescindere dallo status giuridico e dalle modalità di finanziamento della...

Il giustificato motivo oggettivo di licenziamento è rimesso alla valutazione del datore di lavoro senza alcuna ingerenza da parte del giudice circa la scelta dei criteri di gestione dell’impresa, ( in virtù del principio di libertà di iniziativa economica ex art. 41 della Costituzione) ma al giudice spetta il controllo circa l’effettiva sussistenza del motivo addotto dal datore sul quale grava l’onere di provare l’impossibilità di adibire il lavoratore in altra collocazione.   In merito ai...

Il mobbing si realizza quando è riconoscibile un’azione aggressiva cosciente e volontaria, protratta nel tempo, finalizzata a mettere uno o più lavoratori in una condizione di forte disagio col fine dell’espulsione dal contesto lavorativo o della sottomissione al potere direttivo. Occorre pertanto che la condotta del datore di lavoro si concretizzi in sistematici e reiterati comportamenti ostili da cui può derivare l’effetto lesivo dell’equilibrio psico-fisico del lavoratore. La Corte di...

La riassunzione da parte di una pubblica autorità di uno Stato del personale dipendente di un’altra pubblica autorità costituisce un «trasferimento di impresa», ai sensi della normativa dell’Unione relativa al mantenimento dei diritti dei lavoratori.  La nozione di «impresa», ricorda la Corte di Giustizia, ai sensi dell’art. 1, n. 1, della direttiva 77/187, comprende qualsiasi entità economica organizzata stabilmente, a prescindere dallo status giuridico e dalle modalità di finanziamento della...

Il giustificato motivo oggettivo di licenziamento è rimesso alla valutazione del datore di lavoro senza alcuna ingerenza da parte del giudice circa la scelta dei criteri di gestione dell’impresa, ( in virtù del principio di libertà di iniziativa economica ex art. 41 della Costituzione) ma al giudice spetta il controllo circa l’effettiva sussistenza del motivo addotto dal datore sul quale grava l’onere di provare l’impossibilità di adibire il lavoratore in altra collocazione.   In merito ai...

Il mobbing si realizza quando è riconoscibile un’azione aggressiva cosciente e volontaria, protratta nel tempo, finalizzata a mettere uno o più lavoratori in una condizione di forte disagio col fine dell’espulsione dal contesto lavorativo o della sottomissione al potere direttivo. Occorre pertanto che la condotta del datore di lavoro si concretizzi in sistematici e reiterati comportamenti ostili da cui può derivare l’effetto lesivo dell’equilibrio psico-fisico del lavoratore. La Corte di...

Quando la cessazione del rapporto di lavoro sia avvenuta per motivazioni di carattere obbiettivo inerenti all’organizzazione aziendale, la prova deve riguardare sia l’effettiva sussistenza del giustificato motivo oggettivo sia l’impossibilità di ricollocare il dipendente all’interno della struttura aziendale, adibendolo a mansioni anche diverse rispetto a quelle svolte in precedenza, purché di natura equivalente (“obbligo di repechage”).   Una volta che il prestatore abbia scelto di contestare...

La Corte di Cassazione ha ritenuto valido il licenziamento disciplinare del lavoratore che, violando le norme di sicurezza aziendale, aveva consentito a soggetti non autorizzati l’uso della propria postazione informatica, assegnatagli dall’azienda in via esclusiva.   La società datrice di lavoro aveva licenziato il lavoratore per giustificato motivo soggettivo, in quanto quest’ultimo aveva concesso a terzi l’utilizzo del computer aziendale, con conseguente pregiudizio per la società da cui...

Viene affrontata la questione sulla possibilità, nel campo del pubblico impiego, di corrispondere, in caso di svolgimento di mansioni superiori, le differenze retributive anche prima dell’entrata in vigore dell’art. 15 del d.lgs. 29 ottobre 1998, n. 387.  Di regola, nel pubblico impiego "privatizzato", allo svolgimento delle mansioni superiori consegue l'attribuzione del relativo trattamento, poiché in tale settore il divieto di corresponsione della retribuzione corrispondente alle mansioni...

La c.d. giusta causa di licenziamento viene considerata come quel fatto che non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto di lavoro.  L’orientamento giurisprudenziale più recente ritiene che, al fine di stabilire l’esistenza di una giusta causa di licenziamento, occorra valutare, da un lato, la gravità dei fatti addebitati al lavoratore, in relazione alla portata oggettiva e soggettiva dei medesimi, alle circostanze nelle quali sono stati commessi ed all’intensità dell’elemento...

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