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Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, Sentenza 1 giugno 2010, n. 13332

Il colore della pelle del figlio non si può scegliere, nemmeno se adottivo, posto che i genitori che vogliono adottare bambini non possono effettuare scelte basate sull’etnia del minore.  “Ove tali discriminazioni siano espresse dalla coppia di richiedenti”, continuano gli ermellini, “esse vanno apprezzate dal giudice di merito nel quadro della valutazione della idoneità degli stessi alla adozione internazionale”. ...

In ordine alla decorrenza della prescrizione del diritto degli eredi ad ottenere il ristoro dai danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti dalla morte del congiunto, il termine di prescrizione del diritto al risarcimento comincia a decorrere dal momento in cui il danno si è verificato e non da quello in cui è stato posto in essere l’atto illecito”.  In particolare, “nel caso in cui la percezione del danno non sia evidente ed esso si esteriorizzi e diventi conoscibile in data posteriore al...

Circa la natura della responsabilità addebitabile ai medici della struttura sanitaria coinvolta nel decesso, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, “la responsabilità del medico dipendente del servizio sanitario nei confronti del paziente è qualificata come contrattuale, ancorché non fondata sul contratto, ma sul contatto sociale, con conseguente applicabilità del termine decennale di prescrizione”.  Per quanto concerne la natura della pretesa risarcitoria...

I medici possono essere chiamati a rispondere di omicidio colposo se dimettono dall'ospedale pazienti a rischio che poi muoiono.  La decisione di dimissione possono 'legittimamente' essere 'ispirate anche a logiche di economicità di gestione', ma 'il medico deve perseguire un unico fine: la cura del malato utilizzando i presidi diagnostici e terapeutici di cui al tempo dispone la scienza medica, senza farsi condizionare la esigenze di diversa natura' (Cassazione penale , sez. IV, 2 febbraio...

Il medico che non informa in maniera corretta i pazienti riguardo ai limiti della casa di cura risponde solidalmente con la stessa per i danni causati.  Dal contratto di assistenza al parto (caso specifico) deriva in capo al ginecologo l’obbligo informativo circa l’inadeguatezza “eventuale” della struttura sanitaria consigliata alla partoriente.   La violazione di tale obbligo informativo, nel caso in cui possa presumersi che la paziente non avrebbe scelto quella struttura se tempestivamente...

Anche sul medico grava l'obbligo di informare il paziente sui limiti di equipaggiamento e/o di organizzazione della struttura sanitaria.   Tale obbligo incombe anche sul medico che sia convenzionato o meno con la causa di cura, che sia dipendente o meno della stessa e che abbia concluso - in sede privata - con il paziente un contratto di assistenza al parto presso la casa di cura ove si è convenuto il ricovero in vista della prestazione sanitaria stessa.   L'obbligazione nasce per la natura...

 Il medico risponde per il danno subito dal paziente quando vi sia stata la violazione dei doveri inerenti lo svolgimento della professione, tra i quali il dovere di diligenza da valutarsi con riferimento alla natura della specifica attività esercitata.  La diligenza non è quella del buon padre di famiglia ma quella del debitore qualificato ai sensi dell'art. 1176, secondo comma c.c. che comporta il rispetto degli accorgimenti e delle regole tecniche obbiettivamente connesse all'esercizio della...

Al paziente spetta il risarcimento per la lesione costituita dalla "omessa adeguata informazione" quando il risultato di un intervento chirurgico è diverso da quello prospettato con certezza;  il medico è responsabile per inadempimento contrattuale.  I giudici hanno infatti individuato la colpa del sanitario nel mancato raggiungimento del risultato espressamente indicato e prospettato al paziente con una percentuale di riuscita del 99,20% e dunque il medico è venuto meno al dovere di informare...

Ha diritto al risarcimento del danno biologico e morale chi cade per la strada a causa di un difetto nel manto del marciapiede. A rispondere è il Comune in quanto responsabile della custodia delle strade ma qualora vi sia un contratto di manutenzione e sorveglianza con una società esterna, il municipio potrà rivalersi su di essa.  Il caso è quello di una signora di sessantasei anni che mentre passeggiava per una strada di Roma in un pomeriggio di dicembre era inciampata a causa della presenza...

La Corte di Cassazione ha stabilito che “è possibile la liquidazione equitativa del danno stesso anche in assenza di prova specifica, rilevando a tal fine la sola circostanza che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche a prescindere dall'uso effettivo a cui esso era destinato”.  Tale danno è risarcibile senza bisogno di una prova specifica perché “L'autoveicolo è, difatti, anche durante la sosta forzata, fonte di spesa (tassa di circolazione, premio di...

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