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Alcuni risparmiatori hanno convenuto in giudizio la Consob, chiedendone la condanna, a titolo di responsabilità aquiliana ai sensi dell’art. 2043 c.c., per il risarcimento dei danni derivanti dalla perdita totale degli investimenti effettuati su sollecitazione di una società di intermediazione mobiliare.   I risparmiatori deducono che la Consob, al momento del rilascio delle necessarie autorizzazioni alla società, non avesse effettuato diligentemente l’indagine sull’attività prospettata dalla...

Anche l'intermediario, sulla base del principio di responsabilità solidale, deve essere chiamato a risarcire il danno subito dal risparmiatore nelle ipotesi di comportamento illecito del promotore finanziario.  La lettura congiunta dell’art. 5, comma 4 della L. 2 gennaio 1991, n. 1, dell’art. 23 del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 415 nonché dell’art. 31, comma 3 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 pone a carico dell'intermediario la responsabilità solidale per gli eventuali danni arrecati a terzi...

Il termine decennale di prescrizione per richiedere alla banca gli interessi anatocistici indebitamente pagati, decorre dalla data in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto ed interessa tutte le operazioni effettuate dal correntista dall'apertura del conto alla sua chiusura.   La Corte di Cassazione, dopo aver affermato l'illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi, ha stabilito che né la banca, né il giudice possono applicare una capitalizzazione con una...

Suprema Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 26 giugno 2007 n. 14712

La banca trattaria è responsabile per aver consentito l’incasso di un assegno con clausola di non trasferibilità (in violazione del disposto dell’art. 43 R.D. 21 dicembre 1933 n. 1736 – legge assegni) a soggetto diverso dal beneficiario del titolo. La banca risponde nei confronti di tutti i soggetti per la cui tutela le regole sono state poste e che abbiano sofferto un danno per la loro violazione.  La responsabilità della...

Corte di cassazione - Sezione I - Sentenza 14 luglio 2010 n. 16556

La Corte di Cassazione ha ritenuto che l'assegno bancario sia pagabile anche se non è indicato il beneficiario.   Il giudice di legittimità ha precisato che sulla base di quanto previsto dall'articolo 1992, comma 1, del codice civile il possessore di un titolo di credito ha diritto alla prestazione in essa indicata con la semplice presentazione del titolo purché sia legittimato; dunque il possessore di un assegno bancario in cui...

Corte di Cassazione, Sez. I Civile 17 febbraio 2009, n. 3773  

Nelle azioni dirette ad ottenere il risarcimento dei danni da inadempimento conseguenti alla violazione dei doveri di condotta imposti agli intermediari l’investitore è tenuto ad allegare l’inadempimento e deve fornire, anche sulla base di presunzioni, la prova del nesso di causalità tra il danno e l’inadempimento mentre l’intermediario deve provare l’avvenuto adempimento delle obbligazioni poste a suo carico e di aver comunque...

Corte di Cassazione, Sez. I Civile  1 aprile 2009, n. 7958

La segnalazione di una posizione "in sofferenza" presso la Centrale Rischi della Banca d'Italia, secondo le istruzioni del predetto istituto e le direttive del CICR, richiede una valutazione, da parte dell'intermediario, riferibile alla complessiva situazione finanziaria del cliente, e non può quindi scaturire dal mero ritardo nel pagamento del debito o dal volontario inadempimento, ma deve essere determinata dal riscontro di una...

Corte di Cassazione, Sez. I Civile 26 maggio 2009, n. 12138

L’art. 13 del regolamento di cui alla delibera Consob 2 luglio 1991, n. 5387, secondo il quale è classificabile come operatore qualificato anche «ogni società o persona giuridica in possesso di una specifica competenza ed esperienza in materia di operazioni in valori mobiliari espressamente dichiarata per iscritto», esonera l’intermediario dal verificare l’effettiva esperienza dichiarata nel senso che, in mancanza di elementi contrari...

Quando tra due comproprietari di un immobile uno di essi, all’insaputa dell’altro, stipuli un contratto di locazione, la Corte di Cassazione ritiene che vi sia gestione di affari ex art. 2032 c.c.  Secondo un primo orientamento (giudice di primo grado) la fattispecie in esame dovrebbe seguire le regole del mandato senza rappresentanza secondo il quale il proprietario di un immobile locato ad un terzo da un suo mandatario senza rappresentanza può, nel revocare il mandato, esercitare ex art. 1705...

Nel caso di preliminare di vendita di un bene oggetto di comproprietà indivisa si deve ritenere che i promittenti venditori si pongano congiuntamente come un'unica parte contrattuale complessa e che, dunque, le singole manifestazioni di volontà provenienti da ciascuno di essi siano prive di una specifica autonomia e destinate, invece, a fondersi in un'unica manifestazione negoziale, dovendosi presumere che il bene sia stato considerato dalle parti come un "unicum" giuridico inscindibile, e ciò...

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